Lunga vita ai tessuti

1 Giugno 2020  Simone Spoladori 

Tessuti e plastica: missione Plastiki

Un viaggio attraverso l’oceano

Ogni giorno, in tutto il mondo, centinaia di imbarcazioni salpano da un porto dirette verso la loro destinazione: ognuna di esse porta con sé persone e obiettivi differenti, ma soprattutto storie. Una di queste storie merita assolutamente di essere raccontata, quella del catamarano Plastiki, una storia unica dal cuore 100% green.

Che cos’ha di particolare questo Plastiki?

Tutto. Dall’idea alla realizzazione, dall’equipaggio allo scopo ma, soprattutto, il suo valore simbolico. Due numeri aiutano a descriverla meglio: 8.300, come le miglia nautiche percorse attraverso l’Oceano Pacifico, e 129, come i giorni di navigazione da San Francisco a Sydney.

Il giovane David de Rothschild, erede di una delle più importanti dinastie di banchieri anglosassoni, già fondatore di Adventure Ecology – organizzazione che promuove il rispetto verso il pianeta – decide di spostare sugli oceani l’attenzione mediatica che l’ha seguito nella sua esperienza precedente in Antartide.

L’idea è quella di ripulire gli oceani dalla plastica, utilizzando un mezzo completamente ecologico per rafforzare il concetto di fondo: un catamarano. I 18 metri del Plastiki, infatti, sono realizzati impiegando 12.500 bottiglie di plastica riciclabile.

Esiste un’isola “invisibile” in mezzo al Pacifico: ha una superficie stimata di almeno un milione di chilometri quadrati, eppure non è segnata su alcuna carta nautica. Inoltre, non presenta alcuna forma di vita umana, vegetale o animale.

Pacific Trash Vortex è un’isola fatta solo di rifiuti plastici, ammassati in una zona di calme equatoriali pressoché priva di vento, dove le correnti si muovono in un lento vortice che riunisce e accumula detriti.

Il problema dell’inquinamento degli oceani non è pignoleria ambientalista, ma una preoccupazione oggettiva che riguarda l’intera collettività e deve pertanto coinvolgere e rivoluzionare tutti i settori di produzione che possono dare un contributo nel processo di pulizia e riciclo.

Come ogni grande impresa, anche la missione Plastiki deve essere documentata. A bordo con i membri dell’equipaggio è salito un narratore di altissimo livello, il fotografo italiano Luca Babini, artista e professionista di fama internazionale, con trent’anni di carriera alle spalle tra servizi e reportage per riviste come Vogue Italia, Casa Vogue, Esquire, Vanity Fair, ai quali si aggiungono foto ai grandi volti dello spettacolo, della musica e del jet set.  Straordinari  e iconici i suoi scatti a Sting, Samuel Jackson, Roberto Bolle, Ben Harper, per non parlare del memorabile servizio su Sharon Stone con cui vinse l’International Fashion Award of Beauty Photography a Los Angeles.

Plastica, tessuti e moda (dalla plastica ai tessuti etici)

La missione Plastiki, affiancata da altre campagne di sensibilizzazione ambientale, smuove inevitabilmente la coscienza degli addetti ai lavori del fashion system. Forse non è un caso che sia stato scelto come reporter un fotografo di moda, perchè proprio questa industria si posiziona al secondo posto nella classifica mondiale delle più inquinanti, dopo quella petrolifera.

Aumentare la consapevolezza dei consumatori non basta: i produttori hanno la possibilità di una concreta incidenza su un comparto industriale divenuto insostenibile. La filiera tessile – dalla produzione delle fibre alla creazione di tessuti di volta in volta innovativi, riciclati o rigenerati fino allo smaltimento – deve essere rivista in un’ottica sempre più ecocompatibile.

Tutti i comparti di lavorazione sono chiamati ad attivarsi a più livelli, verso un’economia produttiva circolare.

Il principale beneficio nel riutilizzare abiti e tessuti è la riduzione dell’inquinamento senza produzione di energia ad alta intensità, normalmente impiegata per il confezionamento di nuovi capi di abbigliamento. La scelta del riciclo nel mondo dell’abbigliamento e della produzione di filati è un’opzione vantaggiosa non solo dal punto di vista puramente ambientale: la notevole diminuzione dei rifiuti solidi urbani sarà infatti la nuova frontiera di affaccio dello sviluppo economico.

Carvico e Jersey Lomellina, da sempre in prima linea sul fronte della tutela ambientale, hanno compreso come dalle bottiglie di plastica riciclate si possano ottenere fibre di alta qualità, e lo fanno senza rinunciare alla performance, caratteristica imprescindibile per l’azienda bergamasca, la cui sostenibilità non si limita al prodotto ma coinvolge anche la fase di lavorazione.

Pulizia degli oceani, zero materia prima, poche emissioni di CO2 e molta meno acqua rispetto alle lavorazioni tradizionali sono solo alcuni dei vantaggi che nascono da questa visione.

Tessuto 100% riciclato

Il poliestere è una fibra sintetica derivata dal petrolio e il suo uso nell’abbigliamento risale a circa 70 anni fa. Nonostante il numero di utilizzatori di queste fibre sia largamente in crescita, gli innumerevoli vantaggi di questo tessuto meriterebbero ancora maggiore visibilità e applicazione sul mercato. Offrono infatti caratteristiche particolarmente determinanti soprattutto nella scelta dell’abbigliamento sportivo: parliamo delle T-shirt tecniche e degli indumenti professionali che, grazie a una fibra che consente al calore e al vapore acqueo di abbandonare il corpo mantenendolo asciutto, dona immediatamente una sensazione di freschezza.

Si tratta di una fibra forte, con un’elevata resistenza all’abrasione e alla lacerazione, non è propriamente vero. Il pl è più soggetto al pilling rispetto alla pa e piuttosto elastica mi hanno sempre detto che il pl  è una fibra rigida: il capo, quindi, non crea antiestetiche e fastidiose grinze e può essere lavato molte volte senza che si deformi.

Annoverato tra i migliori materiali wash and wear, non necessita di stiratura si parla dei nostri tessuti quindi elasticizzati?.

È una fibra resistente alla luce diretta del sole, che garantisce un buon isolamento termico.sono performance che non abbiamo mai riferito solo alla fibra di poliestere!!!

Il reparto ricerca e sviluppo di Carvico-Jersey Lomellina infrange il pregiudizio che un materiale di riuso esca impoverito nelle caratteristiche originarie dando vita a RENEW TECHNO: un tessuto in poliestere realizzato al 100% dal riciclo di bottiglie di plastica perfettamente assimilabile, in termini meccanici, chimici e prestazionali, al prodotto di una lavorazione con materia vergine.

Il poliestere è un materiale polivalente a tutti gli effetti, che può dare origine sia a tessuti estremamente leggeri e traspiranti, come RENEW ACTION, sia a prodotti più corposi e compatti che, con specifica lavorazione, possono risultare molto morbidi ed estremamente piacevoli al tatto anche nelle declinazioni più sostenute, come il sopracitato TECHNO. Questa definizione i tecnici non la passerebbero, ma per un “consumatore” lasciamola

Materiale ideale per la realizzazione di abbigliamento sportivo (con menzione speciale per i leggings, che più di ogni altro indumento active devono avvolgere il corpo senza costringerlo): l’abbigliamento per lo sport deve infatti accompagnare il movimento, non presentare trasparenze nei punti maggiormente sollecitati, resistere alle abrasioni e allo sfregamento e mantenere il calore, garantendo la giusta traspirazione a qualsiasi temperatura. Questo per mantenere asciutto l’atleta durante la performance, favorendo l’allontanamento del sudore. Il pl ha la nomea di “puzzare” tendenzialmente si preferisce la poliammide. Il pl è utilizzato quando si vogliono realizzare delle stampe con la tecnologia transfer, per personalizzare e graficizzare i capi es. le t-shirt da ciclismo che sono stra piene di loghi ingestibili con la stampa tradizionale. Tutte  le caratteristiche da voi menzionate sono più tipiche dei tessuti in pa.

Message in a bottle

Plastiki, le associazioni ambientaliste e la natura stessa hanno lanciato un SOS, come un messaggio in una bottiglia. Carvico e Jersey Lomellina quella bottiglia l’hanno raccolta e trasformata, donandole una nuova vita… tutta da indossare!

Comments are closed.