Tessuti per climbing e sport outdoor nel rispetto della natura

30 Aprile 2020  Simone Spoladori 

Amare la vita all’aria aperta e godere appieno la bellezza della natura implica un impegno nella sua salvaguardia. Questo il diktat che accomuna escursionisti, Carvico e Jersey Lomellina.

Tra gli appassionati di trekking, alpinismo, arrampicata e gli sport outdoor in generale, vige il tacito assenso di totale rispetto dell’ambiente, usufruire senza usurpare, esplorare senza maltrattare, percorrere senza lasciar traccia del proprio passaggio. Lo stesso sentimento di innata attenzione è alla base delle creazioni Carvico.
Un ossequio alla natura affinché l’uomo non sia defraudatore indomito della terra che abita, ma paritetico convivente.

Se i protagonisti degli sport montani esprimono la propria coscienza ecologica attraverso gesti e abitudini, Carvico supporta la causa vestendoli con tessuti a ridotto impatto ambientale. Un occhio all’ambiente e uno alle esigenze specifiche prestazionali dei materiali immessi sul mercato.

Tessuti performanti per atleti di successo

Lo sviluppo tecnologico negli anni ha dimostrato che un buon equipaggiamento sportivo non si limita ad assistere e proteggere l’atleta, ma può migliorarne la performance e ampliare orizzonti e traguardi. A questo proposito basti confrontare i primati raggiunti dagli scalatori nel primo decennio del ‘900 con quelli dei climbers del nuovo millennio: si è passati dal grado 6+ al 9.
Per comprendere il confronto è doveroso far chiarezza sui parametri di riferimento. Esistono varie scale di classificazione del grado. La più diffusa è quella francese e rappresenta la difficoltà complessiva di un tiro di corda utilizzando i numeri dal 3 al 9 seguiti dalle lettere “a”, “b”,  “c”, incrementate dal simbolo “+” per i gradi intermedi.

Si tratta di una scala aperta verso l’alto. Ad oggi la via più difficile del mondo raggiunge il grado di 9c. Assurdo e presuntuoso sarebbe pensare che il divario tra i traguardi del passato e quelli del presente sia solo questione di prestanza fisica. Questa conquista va attribuita a tutti gli elementi che compongono una dotazione completa specifica. Se la nascita di apposite calzature ha sostituito gli scarponi in cuoio a pianta rigida e le pedule con suola in feltro, allo stesso modo ogni singolo capo indossato è stato man mano soppiantato da indumenti sempre più pratici e soprattutto idonei.
Dal pantalone alla zuava in velluto a coste al jeans, dal rigido allo stretch, ai leggings sottratti dal guardaroba di mogli o sorelle, al pantalone baggy, per approdare finalmente ad un pants ad hoc per l’arrampicata che potremmo definire “su misura” in termini di costruzione, modellistica e scelta del tessuto.

Tessuti tecnici, quali scegliere

Come ogni sport tecnico il climbing esige un abbigliamento specifico che risponda ad esigenze determinate dal tipo di movimento effettuato e dall’ambiente in cui lo si pratica (outdoor o indoor). Elasticità, libertà di movimentoe resistenza all’abrasione sono requisiti imprescindibili per questa branca tecnico-fisica dell’alpinismo.

Equipaggiamento per climbing

L’offerta di pantaloni nei reparti climb/outdoor dei negozi di abbigliamento tecnico sportivo, verte oggi principalmente su due tipologie che si differenziano per vestibilità, comfort e slim, generalmente disponibili sia nella versione lunga che ¾,. Raramente viene proposto uno shorts anche quando si tratta di una collezione estiva, in quanto è preferibile proteggere sempre il ginocchio evitando di esporlo a facili abrasioni contro la parete,  nell’aprire una via in ambiente oppure durante una sessione di allenamento in palestra.

Il pantalone di vestibilità comfort, ideale anche per il trekking, è caratterizzato da una forma più ampia con elastico in vita che lascia una discreta morbidezza sulla gamba, trattenuto al fondo da una coulisse regolabile in elastico tubolare, sempre preferibile al laccio self-fabric o alla fettuccia per via della lunghezza ridotta possibile solo con materiale estensibile, onde evitare che si impigli a prese o sporgenze di roccia.

Spesso, il pantalone è dotato di una tasca laterale cargo con chiusura velcro e taschini a zip nascosta inserita nel sideseam. Si rivela ideale per la confezione di questo pants il tessuto Revolutional® Energy di Carvico che sottoposto a rigorosi test di resistenza all’abrasione si è aggiudicato valore 5, cioè il top di scala. Questa caratteristica da sola non è sufficiente ad eleggerlo tessuto perfetto per questo tipo di indumento che esige anche grande elasticità, mantenimento della forma (si pensi alle notevoli sollecitazioni al punto ginocchio), traspirabilità e asciugatura rapida; proprietà racchiuse in questo versatile straordinario articolo di Carvico che trova un suo ulteriore valore aggiunto nella notevole resistenza alla sabbia, elemento da non sottovalutare in quanto spesso presente in falesia.

Questo tipo di pantalone può essere rinforzato con un doppio strato di tessuto al ginocchio che permette anche virtuosismi di giochi cromatici, o insertato a toppa con un tessuto dalle stesse caratteristiche tecniche ma di grammatura superiore, mantenendo invece uno strato più leggero nella zona dietro il ginocchio per agevolare al massimo il movimento senza creare fastidiose sovrapposizioni durante la flessione dell’arto.

Esistono in commercio versioni che utilizzano un apposito tessuto traspirante, traforato e leggero proprio da inserire in questa delicata zona come ARES di Jersey Lomellina.

La seconda opzione per un climbing pants è il leggings, decisamente la vestibilità preferita da chi pratica agonismo e per coloro che ambiscono alla massima libertà di movimento.

L’arrampicata sportiva ad alti livelli porta l’atleta ad assumere posizioni paragonabili a quelle della danza. La spaccata, ad esempio, talvolta è l’unica mossa possibile per raggiungere le prese che condurranno in vetta: la tensione muscolare dell’atleta è al massimo, ciò che veste il suo corpo deve assecondare e, se possibile, agevolare il suo movimento.

Nella scelta del tessuto possiamo optare per Revolutional® More, un bielastico ultra sottile dalla vestibilità perfetta, un tecno-tessuto performante che contiene i muscoli migliorando le prestazioni di chi lo indossa o la declinazione Revolutional® Zenith per un pants di gamma superiore in grado di ritardare la formazione dell’acido lattico e ridurre l’affaticamento del muscolo, supportando e migliorando così la performance dell’atleta.

Il nuovo outdoor fashion

Erroneo pensare che sia uno sport maschile di poca presa sul gentil sesso, forse con meno visibilità rispetto ad altre discipline, ma la componente femminile tra climber e boulders è ben nutrita e, anzi, è uno dei rari sport in cui la differenza fisica tra uomo e donna non crea un gap sostanziale di risultato nelle competizioni. Margo Hayes, americana classe ‘98 è la prima donna a conquistare un 9a+, risultato straordinario soprattutto in luce del fatto che nessun essere umano ha mai raggiunto il livello 10. Per lei e tutte le aspiranti Margo, l’industria sportswear ha creato capi assolutamente high tech di connotazione ultra femminile. Un leggings in Renew PRIME di Jersey Lomellina ad esempio, tessuto dall’animo scattante ed energico che incarna perfettamente lo spirito grintoso e dinamico di chi lo indossa, da abbinare a un top sagomato con cuciture ultrapiatte per evitare sfregamenti, spalla americana che permette massima libertà degli arti superiori, realizzato in materiale avvolgente e ultrafine che riduca al minimo la percezione del capo indossato.

Grazie al tocco fashion dell’aspetto opaco e una lieve trasparenza, Renew Fine by Jersey Lomellina si aggiudica il titolo di miglior tessuto per la confezione di questo top seducente e confortevole allo stesso tempo, foderato solo sul davanti in Spider by Carvico che assicura una perfetta evaporazione del sudore e, grazie alla resistenza di questa micro-rete alle creme solari, rende il top particolarmente versatile, adatto anche per scalate all’aperto e bouldering nelle giornate primaverili.

Durante la stagione estiva o in alta quota è sconsigliabile lasciare gran parte del corpo scoperto perché i raggi solari sono molto forti e possono provocare gravi scottature. Una T-shirt in Revolutional® MILD sarà il modo migliore per proteggersi senza alcun discapito di mobilità grazie alla sua leggerezza, impreziosito da un aspetto decisamente fashion che può essere tagliato al vivo a fondo manica e orlo perchè non arrotola, riducendo al minimo gli spessori e rendendo il capo tecnicamente impeccabile ed essenziale.

A completare l’equipaggiamento climber una felpa full-zip con cappuccio cagoule per evitare colpi d’aria una volta ridiscesi o durante l’avvicinamento alla parete, ben dotata di appositi scomparti strategicamente piazzati in modo da non ostacolare i movimenti durante le operazioni di “sicura” ai compagni di risalita. Le classiche tasche in zona vita risultano inaccessibili a imbrago indossato, è pertanto preferibile una zip-pocket al petto o sulle maniche, con sacco tasca in polyestere, sottile e resistente.

Nella vita di tutti i giorni e a maggior ragione durante la pratica di attività fisica, la scelta dell’intimo è fondamentale, se ciò che è a diretto contatto con la pelle non ha determinate caratteristiche andrà ad inficiare le proprietà degli strati superiori, da qui la necessità di scegliere il cosiddetto first layer con la stessa attenzione dedicata a giacca e pantaloni.

Tra l’ampia gamma di proposte tessili di Jersey Lomellina spicca ARES, un polyestere lavorato a struttura leggermente aperta, altamente traspirante e che asciuga velocemente permettendo così di avere la pelle sempre asciutta anche durante le imprese più impegnative. Ulteriore vantaggio di questo tessuto è la possibilità di essere personalizzato con tecnica di stampa transfer caratterizzando il look in un’ottica coordinata alla collezione.

La giacca perfetta, protezione e traspirazione

Gli amanti della montagna sanno che il clima può cambiare rapidamente e ci possono essere notevoli escursioni termiche, non può mancare quindi nello zaino di ogni escursionista la giacca softshell, da portare con sé in ogni stagione.

Intelligente la soluzione realizzata in ARTICA di Carvico, un tessuto anti-batterico, garzato, che pertanto non richiede fodera e rimane piacevole sulla pelle, composto da microfilamenti cavi che favoriscono un isolamento termico eccezionale, straordinario controllo dell’umidità, perfetta traspirazione e termoregolazione corporea, per performance sportive ai massimi livelli.

Impossibile non menzionare l’eccellente alternativa offerta da AOSTA (più pesante del precedente). La novità dell’utilizzo di questo materiale nel mondo outdoor è che si tratta di un tessuto soffice ma al contempo molto resistente, per il quale è possibile avvalersi del trattamento idrorepellente. Prerogativa non trascurabile di questo tessuto è che non necessita di essere foderato in quanto vanta un rovescio dalla mano morbida grazie alla garzatura interna.

Da iniziale attività di nicchia il climbing ha riscosso sempre più consenso a livello globale, fino a raggiungere il massimo riconoscimento: rientrare tra le discipline olimpiche di Tokyo 2020. Condividendo la grande gioia di professionisti e amatori, non ci resta che augurare alle eccellenze italiane “buona via”, come si dice in gergo.

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