Guardiamo con fiducia al futuro

29 Luglio 2020  Simone Spoladori 

Intervista a Stefano Eretti, Direttore Generale di Carvico   

Stefano Eretti, direttore generale CarvicoL’Italia sta ripartendo, dopo mesi difficili in cui ci siamo trovati a fronteggiare una situazione senza precedenti e, per questo motivo, ancora più difficile da gestire e arginare. La pandemia globale di Covid-19 ci ha colpito come uno tsunami, ma in queste settimane, con grande forza e dignità, l’Italia sta rialzando la testa e si prepara ad affrontare la difficile sfida della ripartenza. Abbiamo chiesto al sig. Stefano Eretti, direttore generale di Carvico, di condividere alcune riflessioni sui prossimi mesi.

La situazione italiana ed estera attualmente si equivalgono: il lockdown ha coinvolto tutti e tutti hanno reagito nello stesso modo. Possiamo dire che, come un po’ anche per noi, in questo settore è tutto un po’ ancora sospeso in attesa che il mondo riparta. In questo momento abbiamo bisogno di positività, abbiamo bisogno di sperare in tempi migliori. Credo che nulla sarà come prima del coronavirus ma dobbiamo pensare che i mercati e le economie si stabilizzeranno e sarà possibile proseguire per arrivare al 2021 e recuperare quanto abbiamo perso nel 2020.

Come vede il futuro del settore tessile, dalla prospettiva di questo momento difficile?

Credo che potrà subire qualche modifica per le conseguenze della pandemia ma nel momento in cui fosse risolta definitivamente il mondo ricomincerà a correre, a vivere, con una grande attenzione per l’ambiente. Torneremo ad apprezzare ed a ricercare il bello, avremo ancora voglia di abbigliamento performante e  comodo allo stesso tempo, ma avremo un’attenzione sempre più marcata rispetto all’ambiente. Per questo le nostre ricerche dovranno continuare in questa direzione: utilizzo di materie prime riciclate, coloranti, finissaggi e trattamenti a basso impatto.

Da dove riparte Carvico?

Dobbiamo ripartire da dove ci siamo fermati, riprendere ciò che stavamo facendo, poter tornare presto a visitare i clienti. Stiamo vivendo un momento molto intenso di comunicazione digitale, ma ci serve il contatto, la presenza, il guardarsi negli occhi personalmente. Dobbiamo tornare a rassicurare i clienti che Carvico non è cambiata che sarà sempre un’azienda super affidabile nel servizio, ma anche nella soddisfazione delle loro necessità, senza dimenticare l’innovazione e ancora la ricerca. Non sto pensando di modificare il DNA dell’azienda oppure stravolgere i nostri cicli produttivi. Migliorarsi e migliorare sono concetti base, imprescindibili e soprattutto dobbiamo migliorare e intensificare la ricerca e sviluppo e tentare di essere in poco tempo un’azienda completamente green.

Nonostante il momento complesso, Carvico ha appena salutato la nascita di un nuovo reparto in azienda

Nell’evoluzione dell’azienda abbiamo inserito il reparto di orditura perché il mondo ormai è aperto a tutto.
L’orditura era una necessità ed ora, per noi, è un elemento indispensabile.

Come vede la situazione in Asia e in Africa? Ethiopia e Vietnam rimangono due paesi strategici per Carvico?

Il nostro investimento in Ethiopia per la produzione delle commodities (Malaga e Morea) e non solo prosegue.
La HY in Vietnam, a causa del Covid, ha subito e sta subendo gli stessi contraccolpi della casa madre. Sostanzialmente però le strategie e le linee guida rimangono quelle dell’azienda italiana, ovviamente la produzione sarà sempre diversa da quella della Carvico. Sono fiducioso che la situazione migliorerà. Ovviamente ci sono delle difficoltà molto importanti, dovremo rimanere tutti molto concentrati, molto responsabili, amare questo lavoro e amare questo gruppo.

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