Completi da ciclismo: connubio perfetto tra stile e funzionalità

10 Gennaio 2021  Simone Spoladori 

Pantaloncini morbidi, maglietta colorata e bicicletta alla mano. È così che il ciclismo è cominciato. Senza pretese, senza attrezzature vere e proprie, semplicemente per passione. Lo stretto necessario? Una bici da corsa e un amore incondizionato per le due ruote.

Proprio per la sua straordinaria ‘banalità’, questo sport (nato nella metà dell’800) si è diffuso in un lampo oltreoceano fino a raggiungere tutto il globo.

Man mano che ha preso piede, ha iniziato a diventare sempre più complesso, sotto tutti i punti di vista, .   primi tempi non esistevano veri e propri completi per il ciclismo. I corridori indossavano un abbigliamento che era genericamente definito sportivo, ma certamente non specifico di quella pratica. Ognuno seguiva la corrente e lo stile del momento.

È durante l’epoca della seconda guerra mondiale che questo sport ha cominciato a delineare, per la prima volta, una nuova idea di stile. Grazie all’ispirazione proveniente da altri settori, è nato un vero e proprio abbigliamento per il ciclismo, con dettagli innovativi che hanno reso questa disciplina quella che conosciamo oggi.

Maglie più aderenti, pantaloni più stretti e forme nuove. Con il passare del tempo i completini da ciclismo hanno iniziato pian piano a stringersi, a vestire in maniera inequivocabilmente asciutta.

Da qui hanno continuato a sperimentare, cambiandone forme, materiali e colori, studiando sempre più nel dettaglio il connubio perfetto tra stile e funzionalità. Lo stile funzionava, ma era giunto il momento di migliorare anche le prestazioni, con un abbigliamento sportivo per il ciclismo che fosse resistente, comodo, sicuro e professionale.

Ed ecco che arriviamo ad oggi. L’abbigliamento da bici è stato studiato e perfezionato, fino allo sviluppo di materiali più efficienti per affrontare questo sport in ogni possibile condizione esterna. L’obiettivo è diventato tutelare il ciclista e la sua sicurezza

L’abbigliamento per ciclismo invernale prevede maglie e pantaloni lunghi, imbottiti, elasticizzati e in tessuto isolante, così da mantenere la temperatura corporea stabile anche nelle giornate più fredde. I completi da ciclismo estivi, invece, sono corti, elasticizzati e particolarmente traspiranti

Il connubio perfetto tra stile e funzionalità nell’ambito sportivo è stato raggiunto con i tessuti Carvico, innovativi  di ultima generazione, pensati per implementare e migliorare le prestazioni di ogni professionista su due ruote.

Tra i più adatti per il ciclismo troviamo Vuelta, un tecno-tessuto bielastico innovativo,e traspirante. La soffice garzatura è particolarmente apprezzata quando è a contatto pelle. E’ il tessuto perfetto per la pratica degli sport aerobici più impegnativi, quando è indispensabile indossare capi che garantiscano il corretto scambio termico tra il corpo e l’esterno, evitando che il sudore rimanga a contatto con il corpo e che quindi asciugano rapidamente. I capi realizzati in Vuelta sono di facile manutenzione, resistono al pilling e all’abrasione garantendo un uso prolungato, sopportano intensi lavaggi senza mostrare segni di invecchiamento. Vuelta è un tessuto batteriostatico: evita pertanto il proliferare dei batteri causa di cattivi odori.

Anche Norway è un tessuto che si adatta alla perfezione alle esigenze dei ciclisti, essendo un ECO-tecno-tessuto garzato, realizzato con Econyl filo 100% rigenerato da materiali di scarto pre e post consumer. È altamente traspirante . La  morbida garzatura garantisce un ottimo isolamento e un corretto scambio termico tra il corpo e l’esterno, evitando che il sudore rimanga sulla pelle e che il tessuto asciughi velocemente. Anche Norway, grazie al trattamento antibatterico innovativo, evita batteri e cattivi odori, inoltre è resistente al pilling, alle abrasioni e protegge la pelle dai raggi UV.

L’abbigliamento per ciclismo, come lo conosciamo oggi, non ha fatto altro che riprendere lo spirito con cui questo sport è nato, uno spirito romantico, “costi quel che costi, si va a fare la gara”’, e lo ha implementato, introducendo l’aspetto professionale. Si tratta di tutelare lo sportivo con completi che possano affinare le sue abilità, rendendolo libero di correre, perché questo era lo sport dei pionieri, una cosa che veniva da dentro, la voglia di essere vivi.

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