Carvico
Jersey Lomellina
18 April 2011

Carvico S.p.A. guarda lontano. E per la nuova stagione sciistica ha preparato una grande sorpresa

 

 
 
 
 
 
 
 
Carvico S.p.A. e lo sport viaggiano da sempre fianco a fianco, alleati perfetti, motivati dalla stessa voglia di sfida, passione, impegno e determinazione. Quest’anno l’Azienda italiana leader nella produzione di tessuti tecnici ha deciso di valorizzare e rafforzare questa simbiosi, sponsorizzando due giovani promesse dello sci nordico della nazionale italiana: i fratelli Renato e Fabio Pasini.
Entrambi sportivi fin da piccolissimi, hanno cominciato a conoscere e amare la neve inizialmente con lo sci nordico per poi appassionarsi ai lunghi tragitti e alle veloci falcate dello sci di fondo.
Nati e cresciuti sulle montagne in provincia di Bergamo, continuano ad amare la neve italiana ma per potersi allenare al meglio sono costretti a volare fino in Norvegia o in Scandinavia dove per altro vengono disputate le più importanti gare a livello mondiale.  
 
Oggi, anche se giovanissimi, siete entrambi già sposati e con figli, ma quando è nata la passione per lo sci? a che età vi siete avvicinati a questo sport e quando è stato il debutto nelle gare importanti a livello internazionale? 
R: La prima volta che ho messo ai piedi un paio di sci avevo 4-5 anni. Fino ai 12 ho partecipato a gare di sci alpino ma nel contempo imparavo, insieme a mio fratello, la tecnica del fondo con la guida di nostro padre; abbiamo preso così dimestichezza in discesa e preservato il fisico dalle stremanti gare dei giovanissimi del fondo… Da lì è stato un susseguirsi di prove fino alla svolta a 17 anni con l’ingresso nel gruppo sportivo militare e potermi così dedicare all’allenamento e alle competizioni a tempo pieno! Il mio debutto a livello internazionale è stato ai mondiali junior nel 1996: un’emozione che ricordo ancora oggi e che ha aperto la strada alla mia carriera.
F: La passione c’è fin da piccolissimo ma è da quando ho 10 anni che pratico sci alpino e nordico grazie soprattutto a mio padre che mi ha fatto conoscere e amare questo mondo così impegnativo ma affascinante portandoci a sciare nei prati innevati fuori casa.
 
In Norvegia e nei Paesi del Nord più in generale, lo sci di fondo è sport nazionale e come tale molto seguito, qui in Italia un po’ meno (lo sappiamo, il campionato di calcio da noi è sempre sul gradino più alto): come mai la scelta per uno sport “minore” e come vivete questa cosa?  
F: Io sono un grande appassionato di sport e anche di calcio e sono consapevole che in Italia lo sci nordico non sia considerato ai livelli dei paesi scandinavi ma questo è anche normale visto la forte tradizione e le rigide caratteristiche climatiche di quelle terre, dove in pratica si nasce con gli sci ai piedi!
Comunque in Italia lo sci è uno sport che sta avendo sempre più risonanza anche a livello mediatico e sull’onda dello sci alpino anche lo sci di fondo, grazie anche ai grandi risultati ottenuti negli ultimi anni , ha ottenuto abbastanza visibilità in un Paese “calcio dipendente” come il nostro. 
R: Probabilmente è sì uno sport “minore”, ma nelle nostre terre bergamasche lo sci di fondo è molto praticato e molto seguito da sempre, ci sono numerosi sci club e associazioni che portano tantissimi ragazzi giovani ad avvicinarsi alla pratica di questa disciplina e anche noi siamo cresciuti in una di queste realtà che è lo “Sci club Gromo” tuttora fucina di giovani promesse.
Sicuramente in base alla fatica che facciamo avrebbe bisogno di maggior visibilità ma lo facciamo con amore a tanta passione e questo ci basta!
 
Come bisogna prepararsi per affrontare una stagione di fondo? 

R + F: Oggi come oggi, ai nostri livelli, non puoi lasciare niente al caso. Ci giochiamo le vittorie per decimi di secondo quindi ogni piccola cosa deve essere preparata al meglio: allenamento fisico, mentale e tecnico devono convivere; attrezzatura, abbigliamento, integrazione e recupero… tutto deve essere al top e alla fine bisogna sperare anche in un pizzico di fortuna!
 
Come si svolge una vostra giornata tipo? 
R + F: Sveglia alle 7, colazione abbondante, allenamento di circa 2 ore, pranzo a mezzogiorno con prevalenza di carboidrati, momento relax e verso le 16 secondo allenamento di circa 1h30 che viene seguito da un momento di stretching con spuntino proteico e verso le 20 la cena. A letto non più tardi delle 23.
Ci alleniamo quasi tutti i giorni, d’estate facciamo carichi di lavoro molto intensi mentre d’inverno sono più leggeri perché disputiamo le gare.
 
Quanto peso hanno l’alimentazione, lo stile di vita, l’attitudine naturale e quanto l’allenamento e l’attrezzatura/abbigliamento adeguati, per primeggiare nel fondo?  
R: Sicuramente tutte queste qualità hanno un peso diverso l’una dall’altra in base ai tipi di atleta… tutte però sono fondamentali in percentuali diverse a seconda dei casi, per raggiungere la vittoria.
F: Noi siamo atleti professionisti e se si vogliono raggiungere certi risultati bisogna essere concentrati in tutto quello che si fa. Prima di tutto bisogna avere una buona attitudine per questo sport poi con l’impegno, la costanza, l’allenamento e gli anni di esperienza si migliora. L’alimentazione però è molto importante, soprattutto quando si fanno le gare perché non bisogna mangiare cibi grassi, e avere una ottima attrezzatura è fondamentale, così come per i capi di abbigliamento che devono proteggerci a volte anche da temperature di -20°.
 
Quando inizia la stagione di un fondista e quanto dura? quali sono i periodi migliori per tenersi in allenamento? è importante avere un abbigliamento tecnico adeguato anche nella fase di allenamento oltre che in gara?
R + F: La nostra stagione agonistica inizia a metà novembre e finisce a fine marzo ma la preparazione estiva è fondamentale perché è li che si mettono le basi per la stagione invernale: già agli inizi di Giugno facciamo le prime uscite con gli sci sui ghiacciai. Man mano che si avvicinano le gare, aumenta l’intensità degli allenamenti a scapito della durata.
L’abbigliamento è fondamentale per ottenere prestazioni eccellenti e soprattutto in allenamento perché il movimento con un tessuto adeguato e confortevole rende  l’azione più efficiente e soprattutto meno dispendiosa a livello energetico e fisiologico; così come le ore subito dopo l’allenamento, il cosiddetto “recupero”, deve essere facilitato da un abbigliamento adeguato.
 
In cosa consiste la preparazione atletica di un fondista quando la neve non c’è, se non in alta quota? (corsa, bicicletta, camminata in montagna, skiroll, palestra?)
F: L’allenamento estivo-autunnale denominato in gergo “a secco” è fondamentale per la preparazione fisica. Essendo la stagione invernale abbastanza breve ma intensa di competizioni, è importante avere una buona base che ci permetta di mantenere una condizione ottimale durante l’inverno di gare. Per quanto mi riguarda prediligo la corsa che mi rende la muscolatura snella e reattiva senza però lasciare in disparte lo skiroll e la bici che garantiscono pause alle articolazioni sempre sotto stress. Amo la montagna quindi corse e camminate sulle vette di casa sono all’ordine del giorno… ovviamente con l’arrivo dell’autunno le ore di skiroll aumentano a discapito della bicicletta che con le prime gelate viene messa in garage.
R: Quando la neve non c’è ci alleniamo con uscite di corsa, bici, skiroller, palestra e camminate ed è anche questo il bello del nostro sport: ci dà la possibilità di esplorare diverse discipline, è estremamente vario.
 
Come avete conosciuto “Carvico S.p.A.” e i suoi tessuti e da quando c’è questa “collaborazione”?
F + R: Abbiamo conosciuto Carvico proprio sulle piste, avendo avuto l’occasione di allenarci con il Presidente del Gruppo – la signora Laura Colnghi Calissoni – che è un’atleta fortissima e che ci sta dando la possibilità da più di un anno di utilizzare e testare sia in allenamento che in gara i capi realizzati con tessuti Carvico.
Da qualche mese e per tutta la nuova stagione 2011 Carvico sarà il nostro “main sponsor” e con orgoglio porteremo questo marchio Made in Italy nelle maggiori competizioni internazionali.
 
Quali sono i benefici dello sci di fondo sull’organismo? come e quanto vi aiutano i capi realizzati con i tessuti Carvico?
F: Lo sci di fondo è uno sport completo per l’organismo: non è traumatico, attiva tutti i muscoli del corpo, i rischi di infortunio sono molto bassi ed è uno sport aerobico quindi benefico per la circolazione, per il cuore e per la mente però … si pratica d’inverno con la stagione fredda su piste immerse nella natura in scenari belli da toglierti il fiato ma con temperature ben al di sotto dello zero! Le condizioni climatiche si sentono molto sulla pelle e quindi l’abbigliamento adatto è parte integrante della preparazione. In questo i tessuti Carvico sono all’avanguardia e me ne sono accorto personalmente: ho provato su di me l’efficacia di Revolutional®, e agisce da membrana protettiva tra i muscoli e l’aria fredda senza trattenere il sudore lasciando sul corpo una sensazione di freschezza e confort difficilmente provate con altri capi.
R: É vero, anche io ho avuto la stessa sensazione di totale libertà di movimento e di una forte azione performante unita anche ad un aspetto non trascurabile come quello estetico: grazie ai numerosi colori di questi tessuti, i capi che indossiamo sono anche molto belli.
 
Quali sono invece i principali inconvenienti? i pericoli per esempio che si possono correre se non ci si allena nel giusto modo e con il giusto equipaggiamento? 
F + R: L’inconveniente più pericoloso per noi atleti potrà sembrare strano ma è l’influenza o i malanni di stagione più in generale; questo perché la stagione è corta e le gare sono tante e ravvicinate e si potrebbe compromettere così una parte importante del campionato obbligandoti ad uno stop forzato magari nel periodo clou della stagione. Questo può capitare soprattutto se non si scia con un abbigliamento adeguato e tecnico, e se non si è adeguatamente preparati dal punto di vista fisico.
L’unico rischio per chi pratica sci nordico ai nostri livelli è quello di esagerare con i ritmi e rischiare così di incorrere in problemi muscolari quali strappi o contratture, ma se ognuno è consapevole delle proprie possibilità e si pone con un approccio intelligente al gesto atletico, non corre problemi!
 
La compressione muscolare, la termoregolazione, la traspirabilità… sono tutte caratteristiche dei tessuti tecnici Carvico che state provando: avete potuto testarle sulla neve durante una gara? cosa ne pensate?
F: Si, abbiamo utilizzato Revolutional® in varie gare e siamo rimasti molto colpiti dalla sua traspirabilità e allo stesso tempo dall’ottima termoregolazione che lascia nei muscoli una sensazione di freschezza. Tutto questo abbinato ad una grande vestibilità garantita dalla compressione che il tessuto effettua sulla muscolatura senza dare fastidio anzi aumentando la sensazione di benessere. Sicuramente in gara, quando sei al limite e lo sforzo è massimo, un tessuto così ti dà un grande vantaggio.
R: Io li ho già testati in diverse gare e con le più diverse condizioni meteo e mi sono sempre trovato molto bene: hanno tutte le caratteristiche per essere tessuti perfetti per il nostro sport.
 
Come vi trovate all’interno di un team così importante come quello della Nazionale: con gli altri atleti siete in buoni rapporti, si crea spirito di squadra o è uno sport molto incentrato sulla singolarità dell’atleta?  

R: Ormai è da molti anni che sono in squadra e mi sono sempre trovato bene, mi piace stare in compagnia, ma è altrettanto vero che questo sport è prettamente individuale quindi si è sempre avversari anche tra di noi ma bisogna prenderla come una sfida tra amici.
F: Ha ragione Renato, questo è uno sport individuale e tutti sono avversari ma fra di noi cerchiamo di non ostacolarci, stiamo bene in gruppo e abbiamo un buon rapporto anche perché stiamo insieme per la maggior parte dell’anno. Durante la staffetta però anche noi tiriamo fuori lo spirito di squadra: è importantissimo fidarsi del tuo compagno e riporre in lui la massima fiducia e aiutarlo a tua volta facendo la tua parte al massimo.
 
Quali sono i vostri risultati migliori in ambito agonistico?
R: Il più importante è l’oro vinto ai mondiali di Sapporo nel 2007 in coppia con Zorzi, proprio nella staffetta sprint. Due invece le vittorie individuali in coppa del mondo e nel 2009 mi sono piazzato secondo nella classifica generale di coppa del mondo sprint.
F: Io ho all’attivo quattro podi in coppa del mondo sprint, uno individuale e tre a staffetta, in più ho provato l’indescrivibile emozione di partecipare all'olimpiade di Vancouver 2010.
 
Cosa si pensa durante una gara, tra l’altro di uno sport così faticoso, si pensa solo a raggiungere il traguardo e si svuota la mente oppure…  ?
R: Durante una gara è fondamentale secondo me, concentrarsi su se stessi e soprattutto sul movimento che deve essere il più fluido possibile in modo da sprecare meno energie in movimenti inutili. Questo però è facile a parole, più difficile metterlo in pratica; per farlo bisogna allenarsi anche mentalmente. Cerco di stare con la mente sul mio corpo e sul percorso per dare il 110 % fino alla linea rossa del traguardo e non prima.
F: Nelle gare sprint non c’è tanto tempo per pensare, bisogna sempre stare concentrati e cercare di fare la cosa giusta al momento giusto; mentre nella gare più lunghe cerco di non cedere alla fatica, pensare positivo e fare un buon gesto tecnico per sprecare meno energie. 
 
Quali saranno gli avversari da tenere maggiormente in considerazione nelle prossime gare?
F + R: Gli avversari sono tanti e soprattutto sempre più giovani, ma questo è lo sport e noi più “anziani” abbiamo dalla nostra parte l’esperienza che nello sci di fondo conta molto. I più temibili comunque rimangono sempre gli atleti dei Paesi nordici (noi li chiamiamo i “vichinghi”) che non danno scampo a nessuno! Anche se in certe gare noi italiani ci siamo saputi difendere e li abbiamo battuti.
 
Quali sono in Italia e nel mondo i luoghi e i Paesi più attrezzati  per praticare al meglio questo sport?
F + R: Il Tempio del cross-country rimane e sarà per sempre la collina di Holmenkollen sopra Oslo dove infatti agli ultimi Mondiali disputati in Febbraio c’era un pubblico di 100.000 persone! Cifre del genere da noi si smuovono molto raramente per uno spettacolo sportivo e men che meno per una gara di sci di fondo: noi c’eravamo ed è stata un’emozione unica.
In Scandinavia poi abbiamo trovato i centri fondo più belli e anche il Canada non è da meno con il fiore all’occhiello Canmore (Olimpiadi ‘88) dove si può sciare immersi in un panorama mozzafiato. In Italia lo sci è sinonimo di Dolomiti: Dobbiaco, Cortina, Alpe di Siusi, Val di Fiemme, Livigno, senza dimenticare le nostre terre bergamasche come Schilpario, Gromo, Zambla e Valtorta dove ci sono belle piste anche se un po’ corte ma adeguate al territorio impervio ma sempre affascinante.
 
Cosa consiglieresti a un ragazzo che voglia cominciare oggi a fare sci di fondo? che caratteristiche deve avere e come lo avvicinereste a una disciplina tanto dura e talvolta con meno visibilità dei “cugini” discesisti?
F: Lo sci di fondo ha un fascino particolare e bisogna sapere che alla fine bisogna far fatica ma se lo si fa con il sorriso e l’amore, allora si può arrivare lontano. L’allenamento è bello e vario: bici, roller, corsa, montagna, e poi quando arriva la neve ci si gode la natura magica senza code agli skilift e gente ovunque; ovviamente poi ci sono anche i giorni difficili, come quando piove e bisogna uscire comunque ma poi la soddisfazione a fine giornata è impagabile.
Ad un giovane il consiglio che do è di cominciare subito con lo sci di fondo, appassionarsi a questo sport e non cercare il risultato a tutti i costi ma cercare di fare il meglio possibile per le proprie caratteristiche cercando di migliorarsi di giorno in giorno e di essere alla fine soddisfatti con se stessi. Poi un giorno, se ci si crede, la grande soddisfazione arriva per tutti!
R: Anche il mio consiglio è quello di iniziare piano piano e di non dover fare risultato a tutti i costi ma di metterci tanto impegno e passione e soprattutto di divertirsi, perché questo è uno sport sano, bello e che ti tiene sempre a stretto contatto con la natura, mai come oggi da proteggere e rispettare.
Per ulteriori informazioni, visitare i siti:
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